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Che il quartiere Chiaia ne sia l'antico cuore, non può che essere vero. Ma è altrettanto vero che la tradizione sartoriale napoletana si riconosce negli atelier internazionali quanto nelle più piccole realtà. L'abito su misura, quello che cade perfettamente, non è mai tramontato.
Da 101 COSE DA FARE A NAPOLI ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA
Napoli, la sua storia e le sue tradizioni: una ricchezza ed un fascino difficili da eguagliare. Vicende alterne, dominazioni, periodi di splendore e di decadenza hanno segnato la vita di una città al cui fascino il mondo non ha mai saputo resistere. Abbiamo diviso questa brevissima storia della città in cinque periodi, e per saperne di più ti consigliamo di seguire il link al sito Wikipedia, la più completa e riconosciuta fonte di informazioni del web. E se hai voglia di divertirti un pò di più, consulta anche, la famosa Wikipedia in lingua napoletana. Scoprirai un mondo e un modo nuovo di condividere informazioni... Napoli dalla fondazione al Ducato. Fondata secondo alcuni da coloni eubei nel V secolo a.C. e secondo altri dai cumani, nel VI secolo a.C., Napoli fu dapprima alleata di Roma per poi diventare, sotto l’imperatore Claudio, colonia. Questo fu il periodo però in cui la nobiltà romana scelse il Golfo di Napoli la costruzione di splendide ville. Poco si sa dell’inizio del cristianesimo a Napoli - San Pietro vi sarebbe passato dove attualmente sorge la chiesa di San Pietro ad Aram - tra i martiri delle persecuzioni di Diocleziano vi fu Gennaro, vescovo di Benevento, patrono della città. Fu conquistata dai Goti e in seguito espugnata da Belisario e da Totila, per ritornare, dopo la battaglia svoltasi nel 553 alle pendici del Vesuvio sotto il dominio bizantino. Di fronte alla minaccia longobarda fu creato il Ducato, durante il quale Napoli fu costretta a difendersi da Longobardi e Saraceni. Napoli con i Normanni, gli Svevi e gli Angioini. Verso la fine del secolo XI inizia il periodo della dominazione normanna e sveva, durante il quale vi fu la fondazione di Castel Capuano e l’ampliamento di Castel dell’Ovo. Federico II, più tardi, ampliò Castel Capuano, diede incremento ai traffici e, nel 1224, fondò il celebratissimo Studio generale. La città si ribellò ai dominatori e, nel 1251, si costituì comune libero sotto la protezione del papa Innocenzo IV; dovette però arrendersi a Carlo d’Angiò. Durante il periodo della monarchia angioina e sveva la città, divenuta capitale del regno, si arricchì e si ampliò. Sorsero il Castelnuovo e Castel Sant’Elmo e il tessuto sociale divenne cosmopolita; fu costruito anche un terzo porto per far fronte agli aumentati traffici marittimi. Sotto re Roberto risplende lo Studio napoletano, uno dei più importanti in Europa. Durante il periodo aragonese la città continuò ad abbellirsi e a diventare sempre più popolosa. Napoli durante la dominazione spagnola e il dominio austriaco. Nel 1503 iniziò la dominazione spagnola segnata da un’esplosione demografica, da terribili pestilenze e, nel 1647, dalla celebre rivolta di Masaniello. Nella seconda metà del Seicento iniziò l’ascesa della classe borghese e la città iniziò a riprendersi dalle pestilenze e dai conflitti sociali. Dopo la Guerra di Successione spagnola, nel 1713, Napoli passò alle dipendenze dell’impero austriaco. Durante il periodo borbonico furono costruite la Reggia di Caserta, di Portici e di Capodimonte, il Teatro S. Carlo, l’Albergo dei Poveri. Napoli durante l’occupazione francese. La Rivoluzione francese turbò l’equilibrio esistente tra monarchia e classe dirigente, da ciò tutti gli eventi seguenti culminati con la tragica fine della Repubblica Partenopea nel 1799 . L’occupazione francese, con Giuseppe Bonaparte prima e Gioacchino Murat poi, parve sanare i conflitti sociali che affliggevano la città in un periodo di ritrovato splendore. Con il ritorno dei Borboni dalla Sicilia tale processo non s’interruppe, restò però vivo il conflitto tra borbonici e classe dirigente murattiana che sfociò nei moti carbonari del 1820-21 e nelle successive repressioni. Nel 1839 fu costruita la famosissima Ferrovia Napoli- Portici la prima in Italia. Da Garibaldi alle Quattro giornate. Garibaldi ricongiunse Napoli al Regno d’Italia nel settembre del 1860. Vivissimo dal punto di vista culturale fu il primo periodo del nuovo regno - pensiamo solo a De Sanctis, Settembrini, Spaventa, Croce - segnato anche dalla realizzazione di opere quali la Galleria Umberto I e il nuovo edificio universitario. In tempi più vicini a noi, vi fu un risveglio economico ed industriale anche se fu seguito dalla Seconda Guerra Mondiale che vide Napoli bombardata e occupata dai tedeschi prima e dagli anglo-americani poi dopo un’insurrezione della popolazione partenopea che nelle famose “quattro giornate” costrinse i tedeschi alla resa. Napoli dal dopoguerra ad oggi Alla fine della guerra, quando si trattò di votare il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica, Napoli si schierò seppur di misura, in favore della prima. Fenomeno, questo, che si verificò in tutto il Sud Italia.
Il boom però finì presto, anche a causa delle speculazioni favorite da settori dell'amministrazione pubblica centrale (IRI e Cassa del Mezzogiorno) . Durante il terremoto del 1980 Napoli fu, seppur solo in alcune zone, fortemente danneggiata. In molti casi, i lavori di recupero durarono per un decennio, complicando il già precario assetto dell'urbanistica cittadina. Da una situazione economica e sociale così difficile, a proliferare è stata principalmente la camorra: attraverso il suo potere economico, finanziario e militare darà inizio ad un impero economico basato su un'economia illegale e contraffatta: tutt'oggi risulta che molte attività illegali napoletane siano, direttamente o indirettamente, controllate dalla camorra. L'emergenza rifiuti, iniziata nel 1994 e tuttora in corso, ha messo la città in ginocchio e dimostrato il forte legame tra politica e camorra nel capoluogo campano. |




